Palazzo Arcivescovile

Gli arcivescovi di Milano hanno una lunga consuetudine con le rive dell’Adda in particolare a Groppello, sulla costa tra il fiume ed il canale della Martesana i cardinali ambrosiani per secoli vennero a trascorrere il periodo estivo presso la Villa Arcivescovile oggi di proprietà della parrocchia di San Bartolomeo.
L’archivio di Stato nonché l’archivio storico Diocesano di Milano, offrono numerosi documenti circa i possessi della mensa arcivescovile presso Groppello ove i Cardinali giungevano da Milano in navigazione tramite il Naviglio della Martesana specie nel mese di settembre.
In questo luogo trovarono ristoro dalle calure estive: San Carlo Borromeo e suo cugino Cardinal Federigo, Cesare Monti che volle il vicino santuario ed annesso monastero di Concesa, ed il Conciliarista Luigi Nazari di Calabiana poi, per suo desiderio, sepolto proprio a Groppello dal 1893 fino alla traslazione in Duomo a opera del suo successore Beato Andrea Carlo Ferrari. Proprio Ferrari promosse con fervore la costruzione della attuale chiesa parrocchiale.
La consuetudine dei cardinali con la tenuta di Groppello fu tale che il Cardinal Monti commissionò ai celebri FIamminghini il decoro pittorico del secentesco oratorio dedicato a Sant’Antonio da Padova.
Con umile gesto il 16 luglio 1952 il beato Alfredo Ildefonso Schuster rinunciò al secolare palazzo arcivescovile che, per via mediata, confluì tra le proprietà della comunità di Groppello d’Adda.
Devoluto a varie opere di carità oggi l’edificio ad uso della parrocchia conserva pregevoli architetture ancora leggibili: il vasto piano nobile, l’intima Cappelletta ottocentesca e i giardini a contorno.

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